Coordinamento Ascensori
Dalla fabbrica all'Europa
Il ruolo degli Rls negli enti che definiscono
le norme sull'ambiente a livello europeo
Autunno 2002 Anno sesto n. 1
Si', e' possibile. Si tratta di un'esperienza sindacale maturata nel comparto ascensoristico dalle origini lontane e che ha dato risultati insperati.
Nei primi anni 70, nelle maggiori aziende del comparto (Stigler Otis, Fiam, Sabiem, Schindler), si avviava un'ampia iniziativa sulla salute, attraverso la contrattazione integrativa aziendale.
Il dibattito sindacale tra i delegati dei consigli di fabbrica, appena costituiti, si sviluppava su problematiche comuni, in quanto le aziende avevano struttura analoga. In linea di massima le fabbriche costruivano cabine e argani, occupando il 50% dei dipendenti. Gli altri lavoravano nelle filiali situate nelle maggiori citta' d'Italia, con attivita' di montaggio, manutenzione e riparazione. Tra gli obiettivi comuni c'era il riconoscimento del coordinamento sindacale tra la fabbrica e tutte le filiali a livello nazionale. Inoltre, nella discussione, emergeva in modo prevalente l'aspetto della sicurezza nelle attivita' di montaggio, manutenzione e riparazione. In tutte le aziende venivano cosi' stipulati accordi che riconoscevano la struttura sindacale nazionale, rappresentavano tutti i dipendenti, definivano normative che regolavano le problematiche dei trasfertisti, dell'organizzazione del lavoro, della sicurezza e dei carichi di lavoro.
Il conflitto con le aziende richiedeva anche il supporto di pareri e prescrizioni delle Unita' sanitarie locali e dell'Ispettorato del lavoro. Alcune vicende si sono concluse con sentenze penali a favore dei lavoratori.
Negli anni 80 i delegati del comparto ascensoristico dell'area milanese decidevano di sintetizzare le varie esperienze nel 'libretto della sicurezza', che analizzava le problematiche della sicurezza dei lavoratori e degli utenti, il mercato, i costi e la qualita'. Il documento indicava anche le attrezzature e i presidi sanitari delle sostanze e dei prodotti da usare. Nel merito delle problematiche tecniche e di qualita' del prodotto a garanzia della sicurezza, si analizzavano due casi, da cui si evidenzio' l'esigenza di intervenire anche nel merito della progettazione. Con l'avvento di Internet il libretto viene messo in rete, con una traduzione in inglese.
Le esperienze maturate in tema di sicurezza hanno modo di svilupparsi ulteriormente a livello europeo con la Fem (Federazione sindacale europea dei metalmeccanici), e da cio' segue la formulazione di una serie di richieste alla Commissione europea (Cee). Poi, attraverso le strutture comunitarie sono state emesse dieci raccomandazioni rivolte ai Governi della Cee. Gli Rls sono intervenuti anche durante la fase di recepimento delle varie Direttive europee, in particolare per la Direttiva ascensori. I delegati hanno avviato un confronto con gli ingegneri dell'ispesl della Lombardia, formulando delle proposte di modifica alla Commissione sanita' e lavoro del Parlamento italiano. E' stata cosi' accolta la proposta che 'gli enti di normazione tecnica siano composti anche dalle parti sociali', cioe' dai rappresentanti dei lavoratori. Da alcuni anni, un Rls partecipa alle riunioni periodiche dell'ente di normazione (Uni) e, con il supporto di altri Rls, si e' formato un collettivo di tecnici, per valutare nel merito tutte le problematiche che vengono presentate.
Quest'esperienza dimostra che solamente con l'intervento dei rappresentanti dei lavoratori e' possibile garantire la sicurezza per tutti. Al contrario, l'orientamento delle imprese e' rivolto sempre verso il risparmio, riducendo anche la sicurezza del prodotto.
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