DOTTOR EMILIO VOLTURO,
direttore didattico di For, (25 Agosto '97)
Autunno 1997 Anno primo n. 1
Che contributo puo' dare la formazione per far si' che quanto contenuto nel decreto 626 venga attuato?
Va chiarito con grande energia che la formazione e' un elemento strutturale di questa legge. Ha, in particolare, il significato di determinare uno spostamento dall'asse della tutela a una visione molto piu' attiva fino alla promozione di una cultura della prevenzione in tutte le componenti aziendali. Questa e' sicuramente la filosofia della legge; l'introduzione della cultura della prevenzione non sostituisce, ma si aggiunge alle norme passive di controllo. Io metaforicamente sostengo che i due carburanti effettivi del 626 sono sicuramente la formazione e l'informazione.

Uno dei punti deboli verificati dagli Rls e' il mancato coinvolgimento di dirigenti, quadri, preposti, uffici tecnici, responsabili di produzione, uffici acquisti. Quale progetto formativo specifico e' possibile per queste figure?
Gli attori dal lato della produzione, nel triangolo delle decisioni, sono: il dirigente, il datore di lavoro e il preposto. Nel triangolo delle competenze ci sono il medico competente, il responsabile del servizio di protezione e prevenzione e il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Ovviamente questi due triangoli devono funzionare bene al loro interno e comunicare fra di loro affinche' tutta la partita giri. In un certo senso, un elemento critico puo' essere che il triangolo delle decisioni viene fondamentalmente visto come il portatore di un dovere di formazione nei confronti degli altri, mentre l'area delle competenze viene vista come un'area di diritto/dovere/requisito. Quindi in un certo senso c'e' un meccanismo assolutamente indebito per cui sembra quasi che il datore di lavoro debba fornire la formazione e gli altri la debbano ricevere. Domanda: e' necessario ribaltare parzialmente questo schema? La risposta e' certamente si. C'e' il rischio di ripetere in forma moderna un antico vizio del sistema preventivo del nostro Paese che e' quello di creare dei ghetti ambientali. Questo vale anche all'interno del sindacato per cui le commissioni ambientali erano ghetti dove qualche addetto ai lavori si occupava di ambiente mentre gli altri facevano le trattative e contratti. A livello aziendale e' la stessa cosa. Mentre infatti altri si occupano di marketing, di investimenti, di occupazione, vi e' un gruppetto di specialisti. Questo non permette di far girare il nuovo sistema. Esiste la necessita' assoluta che i quadri dirigenti dell'azienda vengano formati su questo tema. Sul come ho una posizione estremamente chiara: si arrivera' a ottenere questo risultato quando la formazione in materia di sicurezza verra' considerata premessa indispensabile per fare prevenzione e la prevenzione verra' considerata premessa indispensabile per stare nel mercato. Fine della trasmissione. Siccome lo scopo principale dell'impresa e' quello di conseguire profitto, puo' sembrare cinico come discorso ma e' realistico.

Alla luce dell'esperienza fin qui svolta da For, quali suggerimenti sia di metodo che di contenuto avete ricavato per le attivita' future? Penso ad esempio al recupero della soggettivita' .
Il bilancio e' di grande soddisfazione. Abbiamo ampiamente superato i 1500 partecipanti ai corsi. Bisogna tenere presente che For e' nata da una volonta' sindacale. Questo e' un fatto altamente innovativo, non mi risulta che vi siano altre esperienze. La scelta di giocarsi la partita formativa per il sindacato milanese e' stata quella di creare un organismo autonomo di formazione. Nel merito direi che una nostra felice scelta iniziale e' stata completamente ribadita ossia la scelta di lavorare sul ruolo. Quindi le nostre strategie formative tendono a evitare l'infarcimento nozionistico per 32 ore. Partire dalle nozioni rende molto difficile arrivare a inquadrare il ruolo, partire dal ruolo rende molto facile far assimilare nel corso del tempo gli elementi nozionistici. Da questo punto di vista quello che noi riteniamo importante e' dare a ogni Rls il senso dei suoi limiti e delle sue opportunita' , cioe' quello che puo' fare e cio' che non puo' e non deve fare.

Puoi fare un esempio?
Il ruolo dell'Rls non deve in alcun modo confondersi con il servizio di protezione e prevenzione anche se deve intrattenere con esso un rapporto fertile. Ne' deve confondersi con un sindacalista d'azienda. Il problema, secondo me, e' invece capire chi hai intorno a questo palcoscenico del 626, io sono arrivato a contare 14 soggetti di prevenzione previsti dalle norme. Quindi intanto bisogna capire che tipo di relazione intrattenere con ognuna di queste figure e quindi in un certo senso che cosa si puo' ricavare di buono da queste e poi per avere il quadro ancora piu' ampio in cui si possa in qualche modo sapere dove trovare le informazioni quando servono. Quindi bisogna sapere che tipo di informazioni e supporto deve avere. In piu' un altro elemento fondamentale che sembra ancora un elemento di bilancio tendenzialmente problematico e' lo sviluppo del rapporto con i lavoratori. Questo ho l'impressione che non sia del tutto percepito. L'Rls e' un portatore di una malintesa concezione di delega. L'Rls dice: i lavoratori mi hanno eletto e adesso io per 3 anni faccio i loro interessi cosa che gia' in democrazia e' una concezione sbagliata della delega (il migliore dei parlamentari e' il parlamentare che intrattiene rapporti con il suo collegio elettorale, figuriamoci l'Rls con i suoi elettori). Ecco, questo e' un elemento di ruolo abbastanza complesso per alcuni aspetti.

E per cio' che riguarda il metodo?
Inutile dire che For e' nato come discorso di qualita' della formazione, quindi non per stare nel mercato o arrabattarsi. Un elemento fondamentale dal punto di vista del metodo e' che siamo nel campo dell'educazione degli adulti. É dall'800 che si coglie questa differenza tra pedagogia e formazione degli adulti. Qualunque sia il contenuto, difficilmente passerebbe se non si tiene conto di aver di fronte persone che hanno esperienze, contraddizioni, aspettative, sentimenti e non creature in formazione iniziale. Ovviamente non c'e' la didattica frontale di aula, non c'e' un rapporto unilaterale fra docente e discenti, tanto e' vero che mediamente il ruolo della didattica tradizionale e' di 1/3, l'altro terzo e' lavoro di gruppo, e l'altro terzo e' confronto tra i partecipanti sulle cose che hanno sperimentato direttamente.

Come intende muoversi e operare For per consolidare i risultati raggiunti?
Su questo direi che uno degli obiettivi che For ha definito dall'inizio, e su cui vi e' in atto uno studio che si concludera' verso Ottobre o Novembre, e' quello di costituire un centro di documentazione per la formazione sui temi della sicurezza sul lavoro. Questo vuole dire che non vi sara' lo scibile sulla tossicologia o l'antinfortunistica ma ci saranno materiali, informazioni, occasioni di discussione per chi, a qualunque titolo, vuole inserirsi sul discorso della formazione. Per garantire che il sistema formativo sia tale, e' abbastanza importante che i vari soggetti e i vari destinatari di formazione parlino tra di loro. In altri termini un materiale documentale, una lettura degli appunti, un set di diapositive, un audiovisivo, deve essere disponibile con un'offerta di qualita' a chiunque voglia accostarsi a questo mondo. Il discorso della formazione dei lavoratori sara' un altro punto importante dei prossimi mesi. Un altro elemento che rispecchia questa nostra esigenza di aprirsi ad altre figure e' che stiamo conducendo in porto un corso, previsto dal decreto 494 della direttiva cantieri, che richiede 120 ore per le figure di coordinatore per la progettazione e coordinatore per l'esecuzione dei lavori, altre 2 nuove figure di perfezione presenti nelle norme, che, devo dire, prevede un'enorme richiesta perche' qualunque geometra che vuole entrare in un cantiere deve avere questo requisito formativo. Ho qualche seria perplessita' sulla qualita' di questi corsi, da quello che mi viene riferito. Noi stiamo tentando, sempre legati al discorso di qualita' , coordinandoci con il comitato paritetico degli edili e di esperti, di progettare ex novo un percorso formativo che come progettazione si concludera' nel mese di Ottobre.

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