Il Contratto nazionale (Ccnl) dei Chimici rappresenta indubbiamente un punto di riferimento per tutti su salute e sicurezza. L' ultimo rinnovo, ha segnato un ulteriore e rilevante passo in avanti su questi temi.
Le principali innovazioni
del contratto nazionale dei Chimici su salute e ambiente
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Si e' convenuto che, in termini partecipati e di coinvolgimento nelle scelte strategiche aziendali, l' Rls si occupi globalmente, nell' ambito della rappresentanza sindacale aziendale, sia dei temi di salute e sicurezza interna, sia dei problemi di impatto esterno delle aziende (rischi rilevanti, impatto ambientale, rifiuti, emissioni). L' Rls avra' un aggiornamento annuale di otto ore aggiuntive alla formazione iniziale (che si svolge attualmente su un modulo di 40 ore). Annualmente l' azienda si impegna a tenere un' assemblea congiunta con tutti i lavoratori per fare il punto sui problemi di salute, sicurezza e ambiente. Le aziende si impegnano a verificare con gli Rls l' opportunita' di aderire a programmi di certificazione ambientale attraverso sistemi di gestione integrata di sicurezza e ambiente.L' azienda fornisce agli Rls e Rsu informazioni di dettaglio sugli appalti di manutenzione, in particolare per quanto riguarda le problematiche di salute e sicurezza, applicando apposite linee guida in fase di definizione. É definito il diritto dell' Rls di partecipare ai sopralluoghi del medico competente in azienda, e deve essere coinvolto sulla modalita' di effettuazione della sorveglianza sanitaria e nella scelta di affidamento a strutture sanitarie esterne.
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Gazzettino: Le dichiarazioni di principio per il comparto chimico vedono al centro dell'attenzione delle parti la tutela di "Ambiente e Sicurezza"(A&S) come uno degli indicatori fondamentali di una buona gestione aziendale. Su quali argomenti si potrebbe basare un concreto programma negoziale a aziendale?
Marcucci: Occorre, innanzitutto quantificare preventivamente gli impegni economici e i relativi investimenti, i quali, per rispondere al principio secondo cui i rischi ' vengono eliminati quanto piu' rapidamente possibile' , devono essere preventivamente individuati e seguire percorsi paralleli ai normali investimenti aziendali. Bisogna inoltre istituire e mantenere percorsi educativi, formativi e informativi ad hoc, che possano essere continuamente rivisti e aggiornati, anche nella parte specifica riservata all' Rls, fondati sui concetti di sensibilizzazione dei lavoratori e miglioramento continuo della cultura generale relativa ad A&S, ' anche con l' utilizzo delle 150 ore (1)' . É altresi' necessario sviluppare sistemi partecipativi che portino alla continua ricerca di carenze di natura ambientale, nonche' individuare e attuare i conseguenti interventi correttivi, con la collaborazione diretta delle persone interessate. Infine, essendo gli Rls figure fondamentali del ' Sistema di Sicurezza Aziendale' , si rende necessario un loro sempre piu' preciso e incisivo coinvolgimento in tutte le attivita' di prevenzione, dandogli tutta l' agibilita' necessaria in termini di mezzi e ore a disposizione. Gli impegni sottoscritti dalle parti devono consentire di quantificare preventivamente i tempi d' intervento reali.
Gazzettino: Negli ultimi anni sono apparse nuove malattie professionali e rischi in precedenza non conosciuti. Cosa occorre fare?
Marcucci: Occorre monitorare (2) adeguatamente l' ambiente di lavoro, con rilevazione di agenti chimici, fisici e biologici e verificarne l' impatto sull' uomo. Individuare e sviluppare nuovi e particolari sistemi di monitoraggio del rischio sulla persona e sul gruppo, in modo da iniziare ad acquisire dati per il controllo statistico su attivita' e processi lavorativi che comportano esposizione a rischi non tabellati o scarsamente conosciuti, in particolare per quanto riguarda la tutela della salute riproduttiva degli uomini e delle donne.
Gazzettino: L'attuale organizzazione del lavoro, caratterizzata da riduzione delle dimensioni aziendali, esternalizzazioni, ampio ricorso a forme flessibili di lavoro, potrebbe comportare un abbassamento dei livelli di protezione della salute e sicurezza dei lavoratori. Quali possono essere le azioni da intraprendere per evitarlo?
Marcucci: Flessibilita' e mobilita' interne, eventuali sostituzioni, il continuo avvicendamento di lavoratori con contratto atipico devono essere supportati da un preventivo monitoraggio medico/ambientale e da tutte le misure tecniche, formative, informative e di coinvolgimento necessarie. Vanno ricercate forme di tutela e armonizzazione, efficaci ed efficienti, destinate ai lavoratori con contratto atipico, in modo da consentire l' effettiva parita' di trattamento, diritti e doveri, almeno nel campo A&S, con i colleghi soggetti a contratto a tempo indeterminato.
Inoltre, per ottemperare a quanto previsto dal nuovo contratto, agli Rls va riconosciuta l' informazione relativa a tutta l' attivita' data in appalto, e alla stessa scelta di appaltare determinate attivita' - si pensi a impianti ad alto rischio o alla manutenzione predittiva - come pure va definita la procedura di incontri con gli Rls delle ditte appaltanti, e riconoscere il ruolo di segnalazione delle anomalie e seguire l' iter dell' attivita' . Su questa partita si stanno elaborando apposite linee guida con Federchimica, come definito nel contratto, nell' ambito dell' Osservatorio.
Gazzettino: La contrattazione aziendale puo' in qualchemodo determinare un abbassamento dei livelli di protezione?
Marcucci: Questi sono argomenti dai contenuti dovuti (prevalentemente non negoziabili) ma che abbisognano di un nuovo supporto contrattuale aziendale, di natura appunto applicativa, che vada anche a definire gli impegni specifici e particolari, nelle diverse situazioni, delle parti. Non va dimenticato che per la Rsu e gli Rls, in fase di negoziazione, la sicurezza e l' ambiente non possono essere barattati ma costantemente migliorati e che la salute, sempre e in ogni caso, non puo' essere in alcun modo monetizzata.
Gazzettino: Il Dlgs 626 ha comportato la modifica della posizione del lavoratore, da soggetto passivo a soggetto attivo della prevenzione. Non pensi che questo aspetto sia ancora trascurato dalla maggior parte delle aziende?
Marcucci: Le aziende spesso utilizzano, soprattutto per tematiche di Ambiente, Salute e Sicurezza, personale esterno. Nel caso sia interno e' collocato in posizione gerarchica elevata, e in linea di massima non coinvolge i lavoratori. Vi sono esperienze importanti di percorsi partecipativi, nei quali anche il lavoratore puo' dare la consulenza specifica, quella piu' incisiva sul lavoro e a costi piu' bassi, praticamente zero. Occorre tuttavia rammentare che un sistema di gestione della sicurezza (Sgs) deve prevedere il coinvolgimento (3), e che, un obiettivo di qualita' , necessita sistemi di gestione, di partecipazione e condivisione degli obiettivi. Quindi utilizzare solide basi partecipative per consentire al lavoratore d' essere investito in prima persona nel programma e sistema di sicurezza aziendale e' una necessita' di ambo le parti, anche adottando il metodo delle discussioni antinfortunistiche periodiche consentendo il confronto tra e con i gruppi omogenei e/o il singolo lavoratore. La prevenzione deve coinvolgere tutta l' azienda dal primo all' ultimo lavoratore, altrimenti non funziona.
Gazzettino: Inoltre, sempre il Dlgs 626, ha comportato il passaggio da un sistema di relazioni industriali conflittuale a uno partecipativo. Qual e' l'attuale situazione italiana?
Marcucci: Nella realta' italiana si trovano ancora forti resistenze nell' applicare la cultura partecipativa da parte delle aziende e del sindacato. Probabilmente questo avviene perche' gli ottimi risultati dell' azione rivendicativa e oppositiva, caratterizzanti l' attivita' sindacale degli anni 70, hanno lasciato sicuramente una traccia culturale difficile da sradicare. Ancora oggi, troviamo in varie imprese la generalizzata convinzione che tenere il sindacato, e i lavoratori, il piu' lontano possibile dai propri affari paga. Dobbiamo dire pero' che nel settore chimico vi sono esperienze solide di relazioni sindacali partecipate, a livello nazionale come aziendale (formazione congiunta, Osservatorio, ecc.).
Per contro, una parte del sindacato (ancora grande) considera la partecipazione come una modalita' accessoria alla cultura rivendicativa, dove si ritiene piu' conveniente una pratica correttiva a valle degli effetti provocati dalle decisioni aziendali piuttosto che considerare la possibilita' di dare indirizzi di tenore concertativo a monte.
Note:
(1) Vedi punto 4 art. 45 del vigente Ccnl chimico.
(2) Vedi anche le dichiarazioni a verbale dell' art. 46 Ccnl chimico
(3) Vedi documento Ispesl-Inail e parti sociali.